Cocktail Audio X10

La nuova frontiera dell’alta fedeltà con X10 la cosiddetta musica liquida.

Musica liquida: cos’è


Sempre più spesso si sente parlare di “musica liquida“.

Con questo termine, si intende un qualsiasi file musicale svincolato da un supporto di memorizzazione specifico, che può risidere su hard disk, su CD dati, su server remoti, e così via.

La musica liquida va considerata come messaggio musicale informato digitale, smaterializzato dal supporto originale.

Il Cocktail Audio X10 è il dispositivo per eccellenza adatto alla fruizione della musica digitale in formato liquido.

Grazie al software integrato nell’X10, l’audiofilo è in grado di effettuare il ripping (la trasformazione in file liquido) dei propri CD Audio. Maggiori informazioni sul CD Ripping.

Attraverso questa procedura automatizzata, l’X10 copierà bit-per-bit tutti i dati musicali del CD Audio e li trasferirà sull’hard disk di X10 (se presente) creando file musicali inseriti in un database e facilmente richiamabili e riproducibili in pochissimi secondi.

In questo modo, la lettura del file non avverrà più da CD, ma dall’hard disk con tutti i vantaggi conseguenti: riduzione drastica degli errori di lettura e del correlato fenomeno del Jitter, semplicità di individuazione del brano e catalogazione nel database interno di X10, possibilità di creare playlist, etc.

musica liquida
rippare cd audio

Music Server oppure Music Streamer ?

Il Cocktail Audio X10 è anche un Music Server ed un Music Streamer.

Music Server perché i brani musicali acquisiti possono essere condivisi con altre periferiche di riproduzione su una rete LAN locale.  Music Streamer perchè, al contempo, X10 può accedere lui stesso ad altre risorse di rete condivise e riprodurre in streaming i file musicali presenti su NAS o cartelle di rete, sia in ambiente Windows, sia MacOS, sia Linux.

Telecomando Cocktail Audio

File: compressi o non compressi?


Bisogna fare un po’ di chiarezza sul significato di compressione, quando si fa riferimento ai file musicali.

Esistono, infatti, sia codifiche audio cosiddette “Lossy” (a perdita) che “Lossless” (senza perdita).

Le codifiche Lossy utilizzano algoritmi capaci di ridurre drasticamente la dimensione dei file musicali WAV (nativo), ma a scapito di una peggiore qualità musicale.

Vengono eliminate, dal file musicale originale infatti, tutte quelle frequenze audio che sono ritenute “ininfluenti” dall’algoritmo per il messaggio musicale complessivo.

Ovviamente un approccio del genere fornisce vantaggi dal punto di vista della occupazione di spazio su hard disk, che sarà nettamente inferiore a quella del medesimo file in formato non compresso.

Il rovescio della medaglia, tuttavia, sarà quello di aver perso importanti informazioni e dettagli musicali rispetto all’incisione originale.

In quest’ultima categoria di file musicali “compressi” rientrano i formati di codifica come ad esempio il notissimo  MP3 ed il VOB Orbis, i quali si sono diffusi soprattutto grazie ai lettori portatili digitali.

Le codifiche Lossless, cioè senza perdita, sono invece quelle adatte all’ascolto di musica liquida in alta risoluzione e, tra questi formati, quello di eccellenza è il FLAC.

La Musica Liquida in Alta Risoluzione

Negli ultimi anni, però, si è andato sempre più affermando un nuovo tipo di codec audio che ha suscitato un grande interesse da parte del pubblico audiofilo più esigente: il FLAC.

Questo formato audio infatti, grazie all’impiego di un algoritmo di codifica molto avanzato, è in grado di manterenere inalterata la qualità del messaggio musicale del WAV pur riuscendo a ridurne sensibilmente lo spazio necessario alla sua memorizzazione.

Ecco quindi che, dovendo scegliere di mantenere inalterata la qualità musicale originale, il formato FLAC è divenuto la scelta più indicata quando si desideri anche risparmiare spazio su Hard Disk.

Il FLAC è anche il formato audio prediletto per i file musicali in alta risoluzione.

Per file musicali in alta risoluzione si intendono i file con qualità Master che sono incisi nativamente con frequenze di campionamento e risoluzione di bit molto più elevate di quelle offerte dalla qualità CD.

In particolare, sono eccellenti le incisioni a 24Bit/96Khz e a 24Bit/192Khz. Il massimo livello di qualità audio si raggiunge però con i file stereofonici in formato WAV DXD a 24Bit/352Khz, che il Cocktail Audio X10 è in grado di riprodurre correttamente (necessario Firmware R1656 o superiore).

Non bisogna mai dimenticare, tuttavia, che la sola indicazione della profondità di bit e della frequenza di campionamento non valgono, da sole, ad assicurare che il materiale audio sia di qualità irreprensibile.

E’ sempre opportuno verificare la serietà dell’etichetta discografica che pubblica i file in alta risoluzione ed assicurarsi che i file stessi non siano il risultato di un sovracampionamento eseguito da normale materiale in qualità CD, ma che invece le incisioni siano state effettuate direttamente dal master originale.

Solo in quest’ultimo caso, avremo la certezza di poter godere della migliore qualità di ascolto possibile e di poter apprezzare tutta quella infinità di microdettagli che, con le normali incisioni a bassa risoluzione, è impossibile percepire distintamente.

I Codec per la musica liquida

Il Cocktail Audio X10 è in grado di gestire tutti i principali codec audio per musica liquida, sia in risoluzione standard, sia in alta risoluzione (ove consentito dal formato di codifica):

- WAV
- FLAC
- MP3
- OGG
- AAC
- WMA
- AIFF
- DXD
- M4A
- PCM

file musicali in alta risoluzione, nello specifico, sono ad esempio:

WAV FLAC 24Bit/96Khz 24Bit/192Khz, grazie al DAC Cirrus Logic 4353 integrato nell’X10. A partire dal Firmware R1656 e successivi il Cocktail Audio X10 supporta anche i file musicali in altissima risoluzione: i file WAV Stereo DXD 24Bit/352Khz (Digital Extreme Definition).

La riproduzione della musica liquida in alta risoluzione è possibile collegando l’X10 ad un amplificatore esterno attraverso l’uscita analogica Line-Out.

In questa modalità potremo sfruttare appieno tutte le capacità del convertitore DAC integrato nel Cocktail Audio e, al tempo stesso, usufruire della maggior potenza e capacità di controllo dei diffusori offerti da una amplificazione esterna dedicata.

L’uscita ottica dell’X10 consente, inoltre, di veicolare un segnale digitale in risoluzione standard, oppure in risoluzione HD, ad un eventuale convertitore esterno.

La risoluzione massima consentita dallo standard ottico è di 24Bit/96Khz nativi in bit-perfect (per poter gestire flussi audio in alta risoluzione il DAC esterno deve essere predisposto a ricevere segnali in HD sul proprio ingresso ottico).

Maggiori informazioni sulla lettura dei file HD con l’X10

Cenni generali sulla Musica Liquida

L’avvento del supporto ottico, il classico Compact Disc Audio (CD Audio), ha determinato una prima rivoluzione nelle modalità di memorizzazione ed archiviazione dei master originali presso le case discografiche.

Se in passato l’incisione originale era conservata su apparecchiature multipista analogiche, presto la sempre maggiore diffusione dei computer ha fatto in modo che l’informatica divenisse sempre più presente negli studi di registrazione.

Il formato digitale ha indubbi vantaggi pratici, il primo dei quali è sicuramente la certezza del messaggio musicale registrato: ripetibile e riproducibile all’infinito senza perdita di informazioni.

In questa prima fase dell’era moderna ed informatizzata applicata alla musica, le registrazioni digitali hanno trovato la loro massima diffusione grazie al supporto CD Audio (Compact Disc), un supporto ottico pratico da gestire e non soggetto alle problematiche legate ai rischi di smagnetizzazione che affliggono i nastri analogici.

Il Compact Disc, tuttavia, pur garantendo una qualità di ascolto elevata, porta con sè tutti i limiti di una tecnologia nata da oltre 20 anni (nell’ormai lontano 1982 per volere di Philips e Sony).

La capacità di memorizzazione standard, pari a 600MB (megabyte) di dati, permette di registrare musica per circa 74 minuti con qualità di campionamento di 16 Bit e frequenza di 44.1KHz.

Dal Compact Disc Audio alla Musica Liquida

Come dicevamo, l’introduzione dell’informatica nella registrazione, conservazione e diffusione della musica, ha trasformato in bit il messaggio musicale.

I file musicali sono insiemi di bit che vengono codificati seguendo schemi standard ben precisi, che ne consentono la successiva lettura da parte di dispositivi informatici anche diversi tra loro, purché compatibili con questi specifici Codec Audio.

Il vantaggio di disporre di un contenuto musicale su file, piuttosto che su supporto analogico, sta nel fatto che le sue possibilità di modifica (editing) nella fase di pre-produzione e di post-produzione sono praticamente infinite.

Questo ha consentito agli Studi di Registrazione ed alle Case Discografiche di poter ottimizzare tutti i singoli processi che portano alla creazione di un’opera musicale, dall’idea iniziale fino alla sua realizzazione definitiva.

Si parla di musica liquida quando i file musicali non vengono più distribuiti dopo essere stati incisi su un supporto fisico (come ad esempio un CD Audio), ma possono essere acquistati tramite Internet e scaricati sul proprio computer.

Come ascoltare la musica liquida ?


Una volta che il file musicale è stato memorizzato su un computer, è possibile riprodurlo utilizzando uno dei software spesso già presenti nella dotazione di serie: Windows Media Player per i sistemi operativi Windows, iTunes per i computer Apple.

Esistono, inoltre, molti altri software specializzati, tra i quali uno dei più diffusi e ben realizzati è senza dubbio Foobar (peraltro gratuito).

Un approccio del genere, cioè quello di affidare la riproduzione della musica liquida interamente ad un computer, ha dei pro ma anche dei contro.

I vantaggi sono quelli di poter contare su una grande capacità di memorizzazione, grazie al fatto che oggi tutti i moderni computer sono dotati di hard disk in genere molto capienti (da 1TB o 2TB).

Gli svantaggi, tuttavia, sono di un certo rilievo e riguardano un aspetto molto importante nell’ascolto della musica: la qualità dei convertitori digitali-analogici (DAC) che normalmente vengono montati nei computer (che sono sempre di scarsa qualità), ed il livello di rumore generato dai sistemi di raffrentamento attivi (ventole) presenti nei computer stessi.

Questi elementi comportano sicuramente dei fastidi all’ascolto, che spingono gli audiofili più evoluti a cercare soluzioni più audiophilee più mirate all’ascolto della musica con sistemi HiFi di pregio.

Il CocktailAudio X10 nasce proprio per soddisfare questa specifica esigenza, cioè quella di poter disporre di un dispositivo in grado di riprodurre musica liquida, mantenendo la medesima alta capacità di memorizzazione tipica di un computer, ma al tempo stesso assicurando una riproduzione musicale di alta qualità grazie sia alla presenza di un convertitore digitale analogico di alta qualità (DAC Cirrus Logic 4353), sia grazie alla silenziosità complessiva.

Si acquista o si trova gratuitamente?

Tutti i siti online che distribuiscono musica liquida, sia in formato CD (cioè in risoluzione standard – SD Standard Resolution), sia in qualità Alta Risoluzione (HD), sono a pagamento. Quindi, ad eccezione dei file dimostrativi che normalmente è possibile scaricare gratuitamente per rendersi conto della qualità audio dei file in vendita, tutto il resto va acquistato online.

Normalmente il prezzo di acquisto è inferiore a quello di un normale CD Audio, ma il vantaggio, ovviamente, è quello di poter disporre di file più facilmente gestibili, riproducibili e memorizzabili oltre che di ascolti con qualità audio complessiva sempre superiore rispetto a quella ottenibile da un normale Lettore CD.